Domenica 7 novembre 2004, si è conclusa la prima edizione del Dietro le quinte film festival, il primo festival di backstage internazionale che la capitale abbia mai ospitato.

Organizzato dall'associazione culturale Azimut Arte e finanziato dalla Regione Lazio nei locali del Politecnico Fandango di Roma, la manifestazioneè stata un gran successo: i media hanno subito risposto positivamente ritenendola un'iniziativa originale ed interessantissima;
non da meno è stato il pubblico che ha partecipato con interesse e costanza alle tre giornate facendo registrare il tutto esaurito.

La giuria presieduta dal prof. Giovanni Spagnoletti con la partecipazione del regista Paolo Franchi, autore emergente del cinema italiano,
dell'attrice Chiara Muti e di Paolo Ferrari direttore della fotografia già da molti anni specializzato in cinema digitale ha quindi assegnato tre premi.



Miglior backstage:

Un giorno sul set de ”L'ora di religione" di Alessandro Valori,
(prod. Film Albatros, 2003)
per l'abilità e la precisione con cui restituisce la complessità e il lavoro di cesello di Marco Belloccchio e dei suoi attori nella preparazione del film.


Miglior montaggio:

Il Cartaio backstage
di Alessandro Ingargiola
(prod. Medusa 2004)
per la straordinaria abilità con cui il montatore Gianluca Paoletti ha esemplificato e condensato, sulla scorta delle immagini del set de
Il Cartaio, l'universo Horror di Dario Argento.


Miglior Fotografia:

Miracolo a Taranto

di Sebastiano Sallustio
(prod. Wanna, 2003)
per l'amore e la bellezza poetica con cui Sebastiano Sallustio, in una radiografia fisionomica della città,cattura le location di Taranto Vecchia,
vera anima e centro propulsivo del film Il Miracolo a Taranto di Eduardo Winspeare.


Infine la giuria ha assegnato una menzione speciale a
Un giorno sul set di Segreti di Stato di Federico Pierotti
(Prod .Fandango, 2003)
per l'originalità “Camaleontica” tramite cui il regista rende la “Noia” ed i tempi morti del lavoro cinematografico, compiendo contemporaneamente un omaggio al peculiare stile di regia di Paolo Benvenuti.
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